❀ Dal 2013 al 2016 ho vissuto un’esperienza che ha profondamente ricondizionato il mio lavoro e la mia personale evoluzione artistica, oltre a regalarmi ore preziose e feconde di nutrimento, espressione e condivisione con anime affini.

Lo spazio che l’ha ospitata è stato la scuola di arteterapia C.R.E.T.E., a Firenze, città dove sono nata più volte: come corpo fisico dalla pancia della mia mamma biologica, come fumettista e illustratrice dalla scuola internazionale di Comics e, infine, come arteterapeuta.

Ciò che ho vissuto grazie alla formazione in arteterapia comprende molti mondi, dal personale introspettivo e artistico, al professionale individuale e legato alla relazione con gli allievi.

Ho pensato di condividere in questo blog piccole parti del racconto che ha concluso il cammino (si, è la tesi, ma mi piace di più chiamarla racconto), Bimbi a Bottega e arteterapia, con l’intento di condividere alcune suggestioni nate dall’incontro del mio lavoro di illustratrice e insegnante di disegno con il mondo dell’arteterapia. Alcune di esse saranno semplice narrazione, altre forse potranno fornire qualche spunto utile a chi svolge un lavoro simile al mio.

Comincio dalla Bottega

❀ Ho dato ai miei corsi di disegno il nome di Bottega a Casa mia (Bimbi a Bottega e Artisti a Bottega) perché amo questa parola: amo l’idea che racchiude e il mondo che essa crea.

La Bottega è un mosaico di meravigliosi spazi dove ci si riempie d’arte. Spazi che raccontano storie: la bottega del maestro Nicola (Hermann Hesse, Narciso e Boccadoro), dove Boccadoro scoprì i suoi talenti, e dove si interrogò sul sentiero da seguire nella vita: «Creare, ma non a prezzo della vita! Vivere, ma senza rinunciare alla nobiltà della creazione!». O la bottega dei pittori dai cui profumi di tinte e oli sono fioriti artisti come Leonardo, Michelangelo e Caravaggio.

La Bottega è un luogo dove si impara facendo, creando, attraverso prove e tentativi, nell’osservazione reciproca, immersi in un ambiente che parla d’arte, ricco di libri, quadri e strumenti artistici. È il luogo di lavoro di chi insegna, non un luogo teorico, ma già approntato per l’attività artistica e vi si può osservare il lavoro di un professionista in corso d’opera, che insegna meglio mostrando ciò che fa.

Il mio lavoro d’illustratrice e pittrice (la differenza tra le due a un’altra puntata!) è stato ed è assolutamente indispensabile per la riuscita dei miei corsi, perché non potrei insegnare se non praticassi continuamente il disegno e la pittura; non sarei credibile se anch’io non mi imbattessi nelle medesime difficoltà dei miei allievi, quali la ricerca dell’ispirazione, il lavoro di documentazione, le difficoltà tecniche (che non finiscono mai), la paura dell’improvvisazione, la frustrazione per un risultato diverso rispetto all’aspettativa: qui entra in gioco la capacità di abbandono alla propria anima creatrice che a volte fa cose diverse da quelle che ci eravamo prefissate, ed è bene accettarle! Se non provassi tutto questo, non potrei aiutare gli altri ad affrontare, gestire e superare le medesime difficoltà.

La Casa è il luogo concreto della Bottega ed è altrettanto importante, perché è un ambiente protetto, caldo, familiare, dove gli allievi (piccoli e adulti) possano essere anche coccolati da una torta appena fatta, da un gatto che si aggira, da un’atmosfera che li fa sentire un po’ come a casa loro.

La Bottega è un luogo dove la ghianda può scoprirsi e svilupparsi (cos’è la ghianda? al prossimo articolo!).

P.S. ❀ questo simbolo contrassegna, da qui in poi, gli stralci della mia tesi Bimbi a Bottega ed Arteterapia.

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