Breve storia dei Bimbi a Bottega

Tutto è sbocciato da un ricordo vivo e amato di meravigliosi pomeriggi di tanti anni fa trascorsi a disegnare, insieme a un’amica, nella casa di una giovane studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, Roberta. I Bimbi a Bottega sono nati da quel ricordo e dalla voglia di mostrare ai bambini la bellezza dell’arte e della creatività. In cambio loro mi hanno regalato nuove lepri di Dürer, draghi colorati e magici, un sole al tramonto “sorto” dal pennello di una bimba silenziosa, immersa nella sua réverie. E lupi dallo sguardo scuro e profondo, atmosfere dark e fiori colorati, osservati assaporandone il profumo.

Abbiamo letto insieme storie che ci hanno ispirati, mi hanno fatto ogni sorta di scherzi (i pesci d’aprile si sprecano), per farsi perdonare la loro imperdonabile indisciplina hanno scritto cartelloni riparatori; hanno compiuto una strage di uova solo per dipingerle, hanno domato la creta e si sono inventati nuovi modi per realizzare sfondi colorati e originali.

Siamo andati in gita, a Palazzo Blu e dalla meravigliosa artista Alison Frank, che ci ha accolti nella sua splendida casa.

Non è retorica se dico che sono cresciuta con loro (cioè, ora alcuni di loro sono alti un metro e ottanta, vabbè): la mia anima si è arricchita di voci (urla, a volte…), risate, sussurri, occhi attenti e occhi sognanti, pennellate, graffi e macchie; colori, chiaroscuri, invenzioni inaspettate, osservazioni assurde e geniali, idee nuove e suggestioni antiche. Mi hanno suggerito un nuovo cammino (l’arteterapia), hanno evocato nuove idee e sfumature per il mio lavoro.

Grazie bimbi (però per favore smettete di rincorrere la gatta e su, non parlate tutti insieme…).

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