Acquerello realizzato su commissione. Il mio cliente mi ha lasciata libera di scegliere il soggetto; l’unica richiesta era che fosse un acquerello di montagna pensato per un bambino.
Mi sono apparse subito, dentro di me, due immagini della mia vita. La prima: ero con i miei figli al Rifugio Vittorio Emanuele in Valle D’Aosta, sotto il Gran Paradiso, e avevamo deciso di dormire lì. Al crepuscolo ci siamo incamminati per una passeggiata nei dintorni scorgendo un gruppo di stambecchi che brucavano l’erba tra le rocce. Il ghiacciaio abbracciava la radura silenziosa creando una scenografia magica. I bambini si sono avvicinati cauti a una pietra nascondendosi dietro di essa; sporgevano solo con la testa per osservare gli stambecchi senza disturbarli. È un’immagine, per me, di grande tenerezza: lo stupore puro, la bellezza, la cura di non invadere lo spazio di quelle splendide creature.
La seconda immagine è di qualche anno dopo: stavo terminando una delle mie prime camminate in solitaria, ero immersa nelle mie riflessioni sulla possibilità di una vita più stabile a Estoul. Ero anche stanca, dopo diverse ore di cammino. Inaspettatamente ho incontrato lo sguardo di un camoscio: mi fissava immobile, dietro cespugli di mirtilli, le foglie rosse d’autunno. Aveva il pelo già invernale, folto e scuro, e occhi profondi. Ho sostato un po’ davanti a quegli occhi, poi mi sono allontanata, per lasciarlo in pace.
Le due immagini sono diventate una; un incontro magico nel bosco, tra un bambino incantato e un camoscio maestro.