Mi piace fare ritratti, anche se il mio book ne contiene pochi (anche perché a volte sono un po’ segreti!); prediligo realizzarli nella maniera più semplice possibile, con il solo ausilio di lapis di varia morbidezza (2B, 4B, 6B, 8B).

Mi piacerebbe poter sempre avere davanti a me il modello o la modella, ma non è sempre possibile trovare un tempo sufficientemente lungo per entrambi, dunque restano prove rare.

In questo caso però ho ricevuto una committenza precisa (e paziente, per fortuna, dal momento che ero convinta di cavarmela in due settimane, mentre invece ho avuto bisogno di diversi mesi!) che mi ha chiesto un ritratto particolare, che contenesse le sue… favourite things  e un (bel) po’ della sua anima.

Non avendo a disposizione sessioni lunghe dal vero, sono ricorsa all’uso di molte fotografie, alcune fornite e alcune scattate da me, per creare una posa completamente di fantasia ma che fosse fedele alla fisionomia del soggetto.

La parte più bella è stata realizzare i fiori, sui quali non mi ero mai cimentata ma che mi hanno fatto scoprire una pittura luminosa e rilassante, nella quale mi sono sentita perfettamente in armonia.

Sulle farfalle mi sono divertita a utilizzare quei colori oro e argento che brillano e che adoro (ai quali devo stare attenta per non sprofondare tragicamente nel kitsch).

La tecnica è l’acquerello puro, con disegno molto pulito di base (con lapis H: dunque niente ombre e niente polvere di grafite morbida!) e campiture leggere, o comunque più leggere rispetto alla mia abitudine.

Avete delle domande? Sarò lieta di rispondere!

E se volete giudicare la somiglianza, andate a trovare Ombretta Gaffi, nel suo splendido Garden!

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